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mh
e come come procede il romanzo che stai scrivendo ehhhh
hai un bel po’ di carta ammucchiata lì
hai hai una bella storiella sulla quale stai lavorando
un grande romanzo sul quale stai lavorando da tre anni ehhh
hai hai un protagonista vincente ehh
forse c’è anche un ostacolo che deve superare ehhh
una bella storiella in cantiere stai lavorando
stai lavorando da un bel po’ di tempo
siii
hai iniziato a parlarne tre anni fa ehh
stai lavorando senza sosta
un bel pezzo di narrativa
inizio,sviluppo e fine
amici che diventano nemici
nemici che diventano amici
siii
alla fine il tuo personaggio principale esce arricchito da questa esperienza?
siiii
si
si
no no tieniti del temposentivo hai del nuovo materiale per quel romanzo che stai scrivendo
ricordi?eh?
quel romanzo che stai scrivendo
sai quello sul qualeee
stai lavorando da tre anni
ti ricordi? il romanzo? eh
hai qualcosa di nuovo da raccontare? capisci
forse il personaggio principale si fa coinvolgere in una relazione?
e patisce le pene d’amore?
una cosa che tipo quella che tu, che tu stesso hai patito?
prendi spunto dalla vita reale?
dalle dalle pene d’amore, capisci?
lo inserisci nella trama?
rendi quei personaggi un po’ più tridimensionali?
un po’ di esperienza che diventa ricchezza per il lettore?
vuoi tenere sulle spine il lettore con altre duecento pagine, invogliandolo a scoprire il finale?
dai risvolti emozionanti?
un piccolo epilogo?
tutti si rendono conto che il percorso dell’eroe non è poi così serenosai non vedo davvero l’ora di leggerlo
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16 notes &
Uno si mette a scrivere perché non è stato capace di picchiare un autista che l’ha reso ridicolo, perché non ha fracassato i piatti in un ristorante, perché non ha affrontato un poliziotto fuori di testa che ha insultato la sua ragazza, perché non ha detto a sua madre quanto l’amava e la detestava, perché non ha sputato in faccia ad un professore che diceva che la terra è rotonda, perché si è fatto fregare il posto nella fila per il cinema, perchè non ha arte né parte, perché pensa che è un modo facile di diventare famoso e fare i soldi, perché se lo fanno buffoni come Garcìa Màrquez e Mutis può farlo anche lui, perché con i numeri non ci sa fare, perché non vuole fare il medico né l’avvocato, perché è incazzato, perché odia la gente e vuole insultarla.
Uno si mette a scrivere perché una ragazza carina gli ha detto che le piacevano gli scrittori, perché ha bisogno di un alibi per non lavorare, perché lo fa sentire superiore, perché ha letto un paio di romanzi sul Far West e vuole entrare in concorrenza, perché è un cowboy senza cavallo, perché lo fanno scribacchini come Vargas Llosa, perché non ha voce, perché non ha senso del ritmo, perché è stufo di farsi le seghe, perché vuole portarsi a letto una donna ma non c’è verso, perché pensa di avere qualcosa da dire, perché scopre che le ragazze carine dicono che gli scrittori sono teneri ma poi escono con i mafiosi, perché non gli lasciano mettere le mani addosso alle reginette di bellezza, perché è magro come un chiodo e non c’è niente da fare, perché ha paura di morire senza essersi scopato una ragazza carina, perché se uno stronzo ipocrita come Vargas Llosa scrive allora può farlo chiunque, perché sa che col cinema perde il suo tempo, perché invidia quelle bertucce che appaiono in tivù e guadagnano milioni, perché in mancanza di meglio vuole essere come Bukowski.
Uno si mette a scrivere perché non sa tirare di boxe e non ha fegato, perché ha i denti storti e non può sorridere come vorrebbe, perché per gli impotenti di ogni sorta non c’è altra strada, perché tutti i brutti sono scrittori o assassini e lui non è capace di fare del male a una mosca, perché scrivere lo fa sentire importante, perché per essere chiamati scrittori non c’è bisogno di scrivere bene e per essere chiamati figli di puttana fa lo stesso se hai una madre che è una santa, perché ha paura di andare alla deriva senza far nulla, perché non può bere ogni sera, perché ama Dio ma odia le associazioni senza fini di lucro, perché non ha una ragazza, perché non ci sono emozioni ma insulti, perché a casa sua non c’è la televisione e la radio si è rotta, perché la moglia del vicino è un bonbon, perché ha paura di restare calvo e per questo evita gli specchi. Uno si mette a scrivere perché non osa rapinare un supermercato, perché ama una donna e lei è la fidanzata del gallo del quartiere, perché non ci sono abbastanza riviste porno, perché vuole fare qualcos’altro otre a cagare e masturbarsi, perché non è il gallo del quartiere e non è neppure il più forte o il più spiritoso, perché non è niente di niente, perché non vale un cazzo, perché se esce di casa lo fanno a pezzi, perché sua madre urla tutto il tempo, perché non ci sono illusioni né luce alla fine del tunnel, perché la sua mente vola basso e non sarà mai un altro Cioran, perché non ha il coraggio di saltare, perché non vuole la moglie brutta che si merita, perché ha paura di morire senza aver assaggiato un bel culetto, perché non ha padre né amici né fortuna, perché non sa sputare come Clint Eastwood, perché rimane impantanato tra un’intenzione e l’altra, perché c’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo.
Il bello è che scrivere non serve a nulla di ciò che uno vuole. Scrivere è un limite, un dolore, un difetto in più. Il bello è che dopo averlo fatto stai malissimo. Niente è cambiato, tutto rimane al suo posto (tranne i tuoi fottuti capelli). Pelé non torna in campo. Il brutto è che scrivi e Pembelé va al tappeto steso da un gringo, un gringo maledetto che è stato dentro per aver picchiato sua madre. Il brutto è che Pembelé non è la madre del gringo e - per quanto tu scriva - rimane al tappeto. Il bello è che scrivi e continui a sognare la moglie del vicino, sogni di afferrarla per le orecchie e darle una bella ripassata. Il brutto è che scrivere non ti guarisce dagli impulsi assassini, che rapinare un supermercato rimane il tuo obiettivo impossibile. Il brutto è che desideri ancora un amore indimenticabile. Il bello è che scrivere è un altro modo di cagare e masturbarsi. Il brutto è che leggi i grandi autori ma solo Bukowski ti rimane. Il brutto è che un giorno la ragazza carina viene a sapere che scrivi e lo stesso non si lascia scopare a morte. Il brutto è che scrivere serve a tutto quello che non vuoi.
>Efraim Medina Reyes - “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo”